Bottega di Architettura

CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE PER UNA PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA E PAESAGGISTICA DELLA CIMINIERA IN CEMENTO ARMATO, ALTA 150 METRI, INSERITA NEL PARCO DEL MINCIO (MN) DA TRASFORMARE IN TORRE PANORAMICA ED AREA MUSEALE.
COMMITTENTI: A2A Gencogas SpA, AGSM Verona SpA, AIM Vicenza SpA, Dolomiti Energia Holding SpA
PRIMO PREMIO

Un museo verticale

Solitaria, una ciminiera si innalza nel cielo del Parco del Mincio.

Una torre in grigio cemento, che domina il territorio circostante rompendo, con la sua sagoma, le sinuose linee collinari, ridefinendo proporzioni e distanze. Un oggetto fuori scala che irrompe nel paesaggio in modo violento ma, al tempo stesso, lo crea. Perché il paesaggio è sempre stratificazione di significati sociali, naturali, industriali: a volte in dialogo tra loro, più spesso in conflitto.

Il nostro progetto parte da questi contrasti, rinnovando la statuaria funzionalità del pinnacolo per riverberare immaginari diversi e più ampi: quelli del Parco del Mincio, del territorio del Garda, dell’archeologia industriale. Nasce così un museo verticale che mira a far svanire la torre, e al tempo stesso a valorizzarne la presenza.

Un apparente ossimoro, risolto trattando gran parte della ciminiera con una finitura opalescente dai riflessi ammorbiditi, lievemente sfocati. Come un miraggio, da lontano la torre tremolerà del paesaggio circostante, svanendovi. Per contrasto, svetterà il tronco finale della torre, verniciato nel rosso usato tradizionalmente per le ciminiere. Un segno di forza inaudita che rimarrà come sospeso nel cielo. E sulla sommità, proprio da quelle canne fumarie da cui un tempo fluivano i fumi esausti della Centrale, crescerà solitaria una roverella, l’albero più rappresentativo e diffuso del Parco del Mincio.

IL GIARDINO NEL CIELO è la forma di una riconciliazione: quella tra il mondo industriale della Centrale e quello naturale del Parco.

Avvicinamento alla torre

Stratificazione di significati significa anche pluralità di scale. Il museo verticale deve essere un landmark riconoscibile da lontano, ma anche offrire un’esperienza culturale e sensoriale tale da affascinare e attrarre visitatori e turisti. E l’esperienza di stupore che IL GIARDINO NEL CIELO offre si rafforza man mano che si avvicina a esso.

I visitatori, dalla pista ciclabile del Mincio o dai parcheggi a nord-ovest, si troveranno in un ampio spazio racchiuso da filari di pioppi cipressini. Un cono ottico, libero da ostacoli e da edifici, definisce un impianto prospettico confinato da linee tangenti alla torre, concentrando lo sguardo verso essa. Racchiuso dai filari e tracciato da segni concentrici, c’è solo un grande prato, dove sedersi a contemplare reperti di archeologia industriale e, soprattutto, la torre stessa.

Ma la torre non è accessibile direttamente. Grandi specchi d’acqua ne circondano la base, continuando l’effetto opalescente in un gioco di riflessi. Una visione onirica lasciata sempre libera dal percorso, che segue le linee tangenti alla ciminiera, in una “visione obliqua” che esalta l’esperienza di avvicinamento e contemplazione della torre, slanciata dalla dolcissima rampa che alza il suolo di circa un metro.

Anche l’ingresso è nascosto alla vista durante l’accesso: un pontile sull’acqua condurrà al portale esistente sul retro della ciminiera. Così, il percorso non sarà solo funzionale all’ingresso, ma diverrà parte costitutiva e significativa dell’esperienza di visita.

Il museo verticale

Varcata la soglia d’ingresso, si entra nella dimensione archeologica della torre.

Il progetto organizza gli spazi del museo verticale lungo una rampa elicoidale. Una serie di pannelli svilupperanno i temi del manufatto industriale, dell’energia, del Parco del Mincio, proponendo una visione di dettaglio e di relazione tra i diversi temi. Lungo tutto il percorso, si potrà sempre toccare la matericità brutale del calcestruzzo, ripulito e lasciato grezzo. Un impianto di illuminazione a faretti led darà luce al percorso, ai pannelli espositivi, e soprattutto al grande vuoto centrale. Lì, magnifiche nel loro svanire nelle tenebre, continueranno a dominare le canne metalliche.

Il progetto le lascia integre. Anzi, alla fine della rampa, si entrerà nell’ascensore proprio dalle aperture di espulsione dei fumi, ripercorrendone la via. Tutta l’ascesa diverrà così parte del percorso museale. L’ascensore, di natura industriale e autoportante, avrà pareti vetrate, per vedere in ogni momento la quota cui si è giunti e le rare aperture verso l’esterno. E, soprattutto, il prodigioso sviluppo delle canne, ripulite e protette da un trattamento superficiale.

Lentamente, si emergerà infine in un paesaggio inaspettato e nuovo: una grande roverella crescerà alla sommità della canna fumaria minore, ora divenuta vaso. E all’ombra dell’albero, si guarderà il territorio con l’aiuto di una serie di pannelli illustrativi ospitati da un leggio continuo in metallo, insieme parapetto e quinta per nascondere impianti tecnologici come quello di segnalazione luminosa.

Espressioni figurative e valori simbolici

IL GIARDINO NEL CIELO realizza il pieno potenziale della torre, traducendone valori simbolici e significati in un insieme armonico di forme e contenuti.

La prospettiva creata dai filari di alberi e dagli edifici di servizio celebra la statuaria presenza della torre. Ma al tempo stesso, proprio la presenza degli alberi ne limita l’impatto, rendendo il luogo in qualche modo segreto, onirico.

Grazie all’ineluttabile cima colorata, la ciminiera diventa un riferimento cardinale per tutto il territorio: un landmark chiaramente riconoscibile e visibile. Al tempo stesso, il particolare trattamento superficiale della parte bassa quasi ne annulla l’impatto sul territorio.

Il percorso museale valorizza la torre come testimonianza di archeologia industriale. Vengono mantenute completamente le canne fumarie, le cui originarie aperture diventano parte del percorso di visita, e in ogni momento è possibile toccare e avvertire la matericità della torre. E al culmine del percorso, IL GIARDINO NEL CIELO ricostruisce il legame tra la ciminiera e il territorio.

Qualche metro più sotto, indisturbata dai visitatori, potrà continuare la sua vita la coppia di falchi pellegrini che abita oggi la ciminiera. Il solaio esistente consentirà il continuo monitoraggio del nido, orientato a sud-est e protetto secondo le migliori pratiche. Così che il Parco entri davvero nella ciminiera, e la renda viva.

La gestione del museo verticale e delle aree aperte

Il progetto consente una semplice ed efficace gestione delle diverse aree. 

Una recinzione continua in metallo separa gli spazi della centrale dall’area di intervento, divisa in Aree di servizio e Aree museali.  Uniche eccezioni, i due varchi per gli interventi di manutenzione.

Le Aree di servizio comprendono gli spazi per l’accoglienza e il servizio di turisti e ciclo-turisti. Area ristoro, bagni pubblici, aree per il personale e bici-grill sono riuniti in un edificio allineato sul limite est del cono ottico. Le aree di parcheggio per le bici, nascoste dagli alberi ma in diretto collegamento con l’edificio, sono funzionali ai servizi di assistenza e noleggio. L’edificio sarà infatti un’attività indipendente dal museo dal punto di vista gestionale: ma con esso creerà una sinergia utile a entrambi.

L’Area museale è separata dalle Aree di servizio da una recinzione leggera, in maglia metallica, che impedisce il passaggio ma non la vista.

Sul lato opposto all’edificio di servizio, un analogo fabbricato accoglie gli uffici del museo e i servizi ai visitatori, come guardaroba, shop e biglietteria.  Da qui si avrà accesso agli spazi aperti del museo verticale e, dopo il percorso d’accesso, alla torre.

All’interno del museo, il percorso espositivo prevede: visita al piano terra; percorrenza di tutta la rampa fino a quota +12,5 m; accesso diretto all’ascensore e sbarco al piano di copertura; ritorno diretto al piano terra. L’organizzazione del percorso evita intersezioni tra diversi gruppi di visitatori, e il percorso continuo permette di gestire il museo con pochi addetti – anche due.

Sostenibilità e accessibilità

Le azioni di progetto sono volte a massimizzare la sostenibilità ambientale ed economica del progetto.

I percorsi esterni, realizzati in terra stabilizzata, offrono un fondo adeguato al passaggio pedonale e ciclabile e al traffico occasionale per i mezzi di manutenzione, evitando la cementificazione dei fondi. Le aree a verde vengono mantenute, recuperando gli alberi incompatibili col progetto in aree limitrofe. Inoltre, il numero di alberature cresce di quasi dieci volte rispetto all’esistente.

I grandi specchi d’acqua contribuiscono al raffrescamento del microclima in estate. Sono realizzati come eco-laghi, con fitodepurazione naturale ed esente da sostanze chimiche. Questa soluzione permette anche il controllo naturale degli insetti, senza trattamenti chimici.

Le finiture della torre sono realizzate con materiali ecologici a base acqua, privi di solventi. L’impianto di illuminazione sarà inoltre realizzato a led. All’interno, nessun concio delle “canne d’organo” sarà rimosso, così da ridurre i materiali da smaltire e le opere necessarie alla costruzione del museo verticale.

Gli edifici per servizi al pubblico e al museo sono costruiti secondo tecniche di bio-edilizia, con struttura in legno e costruzione a secco. Sulle facciate esterne, un sistema di schermature solari limita il calore estivo e consente la chiusura completa degli edifici.

L’accessibilità a tutta l’area è completa, garantita da rampe di pendenza inferiore al 3% all’esterno e all’8% all’interno. Inoltre l’ascensore, che arriva fino al belvedere, collega tutte le parti del museo, al tempo stesso evitando intersezioni tra i gruppi di visitatori.

IL GIARDINO NEL CIELO | UN MUSEO VERTICALE

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